Linee guida 12 febbraio 2026: uso dei recapiti telefonici per screening sanitario. Cosa devono fare ora le aziende sanitarie?


Il Garante Privacy ha pubblicato il Provvedimento n. 10221629 con le nuove Linee guida sull’utilizzo dei recapiti telefonici per finalità di prevenzione e screening sanitario.
Il principio è chiaro:
L’uso dei numeri di cellulare per campagne di prevenzione è lecito, ma solo nel rispetto rigoroso delle regole sulla protezione dei dati sanitari.
Per le aziende sanitarie, la questione non è solo “si può fare?”, ma:
Come va strutturato correttamente il trattamento?
Sì, a determinate condizioni.
Il Garante chiarisce che l’utilizzo del numero di telefono raccolto in occasione di una visita o di un esame può essere considerato compatibile con l’invio di inviti a programmi di prevenzione pubblica (es. screening oncologici).
Non è necessario un nuovo consenso esplicito se:
Tuttavia, la compatibilità non elimina gli obblighi di accountability.
Le strutture sanitarie devono:
L’informativa deve essere aggiornata, chiara e facilmente accessibile.
Il Provvedimento introduce indicazioni molto concrete.
Gli SMS devono:
Prima dell’invio:
Questo punto è centrale in ottica data breach.
Il testo:
Il messaggio deve limitarsi all’invito allo screening, senza riferimenti patologici.
È vietato utilizzare SMS per screening legati a prestazioni ad “anonimato rafforzato”, tra cui:
Qui il rischio per la dignità e la riservatezza è considerato troppo elevato.
L’interessato deve poter dire “no” in modo semplice e immediato.
Esempi:
Non sono ammesse procedure complesse o dilatorie.
Per le aziende sanitarie il punto più delicato non è la base giuridica, ma la gestione operativa.
I rischi principali:
Il provvedimento, di fatto, richiama le strutture a una governance più rigorosa dei dati di contatto.
Il Garante non introduce un divieto, ma una responsabilità.
Le campagne di prevenzione via SMS sono uno strumento utile per la salute pubblica, ma:
senza procedure solide, il rischio non è solo reputazionale. È sanzionatorio.
Per le aziende sanitarie, il 2026 segna un passaggio chiave:
dalla comunicazione sanitaria informale a una comunicazione strutturata, tracciabile e compliant.